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- Comitati: ovvero Cittadini,
non pecore
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Il “Comitato per Fiesole”, costituitosi nel febbraio 2005,  è un’associazione privata e apolitica, aperta all’adesione di tutti i Cittadini e delle associazioni culturali ed ambientaliste che operano nel territorio fiesolano e più in generale a tutti coloro che  sono allarmati dal proliferare dei progetti urbanistici che l’amministrazione comunale ha pubblicizzato con lo slogan “Fiesole si fa bella”.

L'obbiettivo è quello di creare un movimento in grado di far valere proposte alternative ai progetti dell'Amministrazione Comunale.

Progetti che vedono da anni   i cantieri aperti sulle piazze Mino e quella del Mercato, dove è in fase di costruzione  un “Auditorium”.

 

Altri progetti riguardano la destinazione ad abitazioni private e a laboratori artigiani, dell’area degli ex Macelli e nel campo sportivo, mentre  incredibilmente sarà venduta dal Comune a privati l’area archeologica di piazza Garibaldi dove su una necropoli sorgeranno almeno 30 appartamenti.

 

Il Comitato, con le sue iniziative, cerca di portare all’attenzione dei cittadini le ragioni dell'assurdità degli scellerati progetti sopra citati i quali prescindono da qualunque bisogno della popolazione e rispetto del contesto urbano e paesaggistico di eccelso valore nel quale vanno ad inserirsi.

 

Fiesole é già bella proprio perché così e non ha bisogno di farsi più bella con

la mediocrità degli stessi interventi, che si aggiunge alla loro insostenibilità.

Semmai  l'amministrazione riveda lo slogan autocelebrativo con "Fiesole ve la facciamo più brutta".

 

Questo è quello che i cittadini di Fiesole devono sapere rendendosi conto di essere stati vittime di uno smarrimento ideale e culturale, purtroppo ormai dilagante ovunque, ammaliati dal miraggio di un malinteso sviluppo che fa rima con modernizzazione, progresso e molti affari per pochi e soliti noti.

Ma il Comitato vuole rivolgersi, anche attraverso questo mezzo mediatico, a tutti coloro, e sono molti, che in tutto il mondo hanno nel cuore la nostra Bella città di Fiesole.

Questa malsana ed arrogante gestione dilapidatoria di  un patrimonio artistico e naturale che il mondo ci invidia e che solo Fiesole ha avuto il privilegio di possedere, sarà causa del declino della nostra città, precludendo alle future generazioni di poter tramandare quel patrimonio che vive ed è vitale per tutti, da più di 2 millenni, anche sotto i nostri piedi e che magari i nostri figli avrebbero potuto avere le risorse per riportarlo alla luce e valorizzarlo. Oggi lo ricopriamo invece di inutili e venali appartamenti.

Mai, come in questo contesto, suonano più appropriate le parole che Francesco Petrarca nel 1350 rese immortali in una delle sue lettere indirizzate a Cola Di Rienzo.

.... Cosi' poco a poco non solo i monumenti  ma le stesse rovine se ne vanno.

Cosi' si perdono testimonianze ingenti della grandezza dei padri e voi,

tana migliaia di forti,

voi taceste,(...)  non dico come servi

ma come pecore, e lasciaste che si facesse strazio

della membra della Madre comune..

Francesco Petrarca (1350)