- Le ragioni contro il
progetto di “risistemazione” di Piazza Mino-
Il
“Comitato per Fiesole” riunisce i cittadini di Fiesole che sono
allarmati dal proliferare dei progetti urbanistici che
l’amministrazione comunale ha pubblicizzato con lo slogan “Fiesole si
fa bella”. Da mesi sono aperti i cantieri sulla piazza Mino e sulla
piazza del Mercato, dove è in fase di costruzione un “Auditorium”.
Altri progetti riguardano la destinazione ad abitazioni private e a
laboratori artigiani dell’area degli ex Macelli, venduta dal Comune a
privati. Egualmente venduta dal Comune a privati è l’area di piazza
Garibaldi, dove sono in corso progetti di edificazione.
Il Comitato è nato per proporre un dibattito pubblico e sottoporre
all’attenzione dei cittadini i gravissimi problemi che i progetti
sopra citati, assieme ad altri che avremo modo in seguito di
analizzare, sollevano rispetto al contesto urbano e paesaggistico nel
quale intendono inserirsi.
La Piazza Mino a Fiesole è un esempio tra i più significativi:
un semplice elemento come la pendenza del terreno non è solo un
supporto strutturale, ma anche un sistema formale ed omogeneo coll ’
architettura dei due edifici che fanno da sfondo quasi teatrale della
Piazza, quello del Comune, del XIV secolo, e quello della chiesa di
Santa Maria Primerana, del VI secolo. Queste caratteristiche
tipologiche sono rimaste, a parte leggere variazioni ottocentesche di
scarso rilievo, intoccate durante i molti secoli della storia
fiesolana.
Il progetto di “risistemazione” di Piazza Mino che è in corso
di realizzazione, annulla di colpo e violentemente il disegno
dell’impianto preesistente per creare un seminterrato che
l’amministrazione comunale intende adibire ad uffici aperti al
pubblico, in flagrante e clamorosa contraddizione con quanto essa
stessa aveva scritto su i “Fogli di Fiesole” n. 9 del settembre
2002: “La riqualificazione non dovrà toccare il mantenimento del piano
inclinato attuale, essenziale per l’effetto prospettico complessivo…”.
Al contrario, questo intervento sarà gravemente invasivo, perché il
livello sarà abbassato di oltre 4 metri, ben al di sotto della
base degli edifici del Comune e della Chiesa. I lavori di scavo, a
tutt’oggi in fase di alacre attività, stanno creando una
situazione di grande pericolo di dissesti strutturali, tanto che
si è dovuto provvedere urgentemente ad un consolidamento massiccio con
un sistema di micropali e travi in cemento armato.
L’eccessiva altezza del muro del cosiddetto “Front Office”
crea una barriera che blocca la vista dei due edifici, che sono gli
elementi qualificanti la piazza, la quale sarà destinata a diventare
solo un affossamento, lastricato in pietra (peraltro reperita altrove
ed estranea alla fisiologia fiesolana), simile ad un cortile sul quale
si affacciano le finestrature degli uffici.
Anche l’uso, che il progetto architettonico e l’amministrazione
comunale fa proprio, dell’espressione Front Office è eloquente
del metodo che si è inteso adottare. Front Office è termine
americano intraducibile, legato alla cultura della metropoli e dei
centri commerciali per insediamenti urbani recenti, privi di
tradizione urbanistica e di storia. Il progetto di realizzazione di un
simile manufatto nella piazza fiesolana è completamente fuori scala
rispetto al contesto urbano, sia per immagine che per storia. Non si
tratta di un “modo moderno ed utile per risistemare e rinnovare la
città”, come viene affermato da chi ha commissionato l’opera. Il
progetto in realtà non è né antico né moderno. E’ solo vecchio e
inutile. Questo
gigantesco lavoro pieno di rischi e di spesa per il contribuente
ha avuto come risultato, ed avrà ancor più se non si interviene
celermente, quello di deturpare in modo perpetuo la piazza
senza risolvere nessuno dei problemi nodali legati al traffico, ai
parcheggi, alla riorganizzazione ed alla vivibilità di questo spazio.
(Questa malsana ed arrogante gestione del patrimonio artistico
sarà causa del declino del paese che è invece vivo e vitale.)
Il “Comitato per Fiesole” è un’associazione privata e apolitica,
aperta all’adesione di tutti i cittadini e delle associazioni
culturali ed ambientalistiche che operano nel territorio fiesolano. Ha
come obbiettivo quello di proporre alternative allo stato di cose
esistente.
Il lavori sono ancora in una fase in cui è possibile un ripensamento
ed in cui è necessario un momento di riflessione comune nel quale
proporre una via alternativa che, prendendo atto dello stato di fatto,
restituisca al luogo la sua giusta composizione.
Il progetto deve essere reimpostato su nuove direttive che qui si
elencano in breve:
1 – Si deve rinunciare all’idea del
Front Office, che peraltro non figurava nel progetto iniziale
dei progettisti. Esso comporta spese enormi e tempi lunghi di
realizzazione e non risolve alcuno dei problemi della città. Esso può
essere sistemato in altro luogo meno invasivo anche nelle vicinanze
della piazza.
2 – La piazza deve essere sistemata
secondo la sua originaria vocazione come luogo d’incontro e di
vita cittadina.
3 – Lo spazio potrebbe essere pensato
come un sistema a gradoni, o come unico continuo declivio che
ricrei l’andamento naturale del terreno, eliminando eventualmente
anche il muro che era stato costruito ala fine dell’800 e che oggi è
demolito dalle escavazioni in corso. Il sistema proposto aumenterebbe
la continuità originale tra la strada, la piazza e gli edifici
storici.
4 – La sistemazione proposta sarebbe in
grado di abbattere grandemente i costi ed i tempi di realizzazione,
lasciando spazio per affrontare in modo più adeguato altre
problematiche, assai più gravi e prioritarie, che tutti i cittadini
fiesolani ben conoscono.