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Approfondimenti - Area Garibaldi -      
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- Valutazione del Piano di Recupero (PR 8) -


La presenta nota si configura come una serie di osservazioni preliminari al Progetto Piano di Recupero PR 8 – Area Garibaldi, già presentato in Commissione Urbanistica in data 11 gennaio 2006 e precedenti sedute, tenendo conto anche dei principali danni che saranno arrecati a persone e cose nella zona circostante.
Il progetto misto pubblico-privato presentato prevede la costruzione di 10.000 metri cubi costruiti fuori terra ed un parcheggio di due piani interrati. In dettaglio si hanno:

-una fondazione centro studi e 29 appartamenti per uso privato, per complessivi 7.500 mc,
-una piccola area con percorso archeologico,
-modifiche funzionali e cambio d’uso alla struttura del Cisternone,
-modifiche minori e realizzazione di edifici comunali (2.500 mc).

Per la realizzazione del Piano occorrerà vendere buona parte dell’area, come già concordato tramite convenzione dalla precedente Amministrazione.

Beni Monumentali ed Archeologici: probabili danni

1) L’attuale Cisterna del Carraresi, costruita nel 1830 ed entrata ormai a far parte del patrimonio monumentale della Città, verrebbe modificata secondo il Piano di Recupero realizzando al suo interno la Sala Consiliare.
In questo modo la struttura andrebbe a perdere completamente di significato storico e di funzionalità: non si comprende la ragione per cui si debba depauperare il già compromesso patrimonio storico di Fiesole; altri esempi ne sono:

-l’edificio della Filarmonica in Piazza del Mercato perduto irrimediabilmente per far posto all’Auditorium,
-l’antica fontana incastonata nella pietra dell’ex-muretto sotto il palazzo comunale per far posto al Front Office,
-la fontana ad arco, laterale al Comune, che andrà anch’essa perduta con il Piano di Recupero,
-i lavori di adeguamento al Teatro Romano e al Parco di Monte Ceceri (danni al patrimonio ambientale e alle Cave storiche, che hanno dato la pietra per il costruito di Firenze e che per questo dovrebbero essere tutelate).
Trasformare la Cisterna in Sala Consiliare per dover poi costruire una nuova cisterna di acquedotto altrove sembra oltretutto antieconomico.

2) Nell’area Garibaldi sono ancora in corso scavi archeologici che hanno portato alla luce numerosi ritrovamenti, come era da aspettarsi di importanza rilevante. Non è assolutamente assicurato che il Piano di Recupero in progetto tenga conto di eventuali ritrovamenti non ancora effettuati ma di sicuro interesse.

E’ da notare che nel caso del Progetto di Ristrutturazione di Piazza Mino i ritrovamenti, non previsti in fase progettuale, sono stati ampiamente danneggiati in fase di cantiere: non è escluso quindi che nuovi gravi danneggiamenti possano essere provocati anche in questo caso.
Beni Ambientali e Risorse Idriche: danni alla falda

3) In sede di cantiere, sia in Piazza Mino che in Piazza del Mercato, è stata riscontrata la presenza di una circolazione idrica sotterranea di considerevole portata alla profondità di pochi metri sotto il piano di campagna.
Le acque sgorganti dal taglio della roccia dopo aver percorso l’area dei due cantieri, una volta inquinate, vengono immesse nella rete fognaria. Tale procedura non ottempera né alle Direttive Comunitarie né al Testo Unico sulle Acque che raccomandano un utilizzo contenuto delle risorse idriche disponibili. Le due captazioni in questione rappresentano vere e proprie “derivazioni abusive di acque pubbliche” ed una loro immissione nel circuito delle acque reflue, senza riutilizzo alcuno, è contrario sia al buon senso sia alla normativa vigente.
E’ certo che la stessa circolazione idrica interessi lo stesso tipo di roccia, affiorante anche in Piazza Garibaldi, e che i lavori di scavo per la realizzazione del parcheggio interrato portino alla luce una o più venute d’acqua a diversi livelli.
Non si ha quindi nessuna certezza che lo scavo avvenga con ripristino della tenuta idrica e che lo stesso spreco di risorse si ripeta anche in questo caso. Come altrove, potrebbe verificarsi un abbassamento del livello freatico nei pozzi circostanti, i quali potrebbero restare a secco nel periodo estivo con più frequenza di quanto avviene attualmente, e probabilmente nella Fonte Sotterra (opera di inestimabile valore, venuta alla luce pochi anni or sono, che doveva essere anticamente fonte di approvvigionamento idrico della Città).
Scavi: danni alle abitazioni circostanti

4) Le operazioni di scavo in roccia inducono diversi tipi di danno sui fabbricati vicini; non si può conoscere infatti con esattezza (neppure con le perizie tecniche!):

-l’entità delle vibrazioni indotte dai mezzi meccanici,
-il livello di fratturazione generato dall’uso di malte espansive,
-gli effetti risultanti dall’uso di esplosivi nel caso in cui dovessero essere usati data l’estrema durezza dei materiali.

E’ prevedibile invece il danno provocato dal rumore e dalle polveri.

5) Altro fattore preoccupante è l’ampiezza e la profondità dello scavo, dal quale risulterebbe una enorme quantità di materiale inerte (smarino).
Nel caso di Piazza Mino non si conosce infatti la destinazione finale del materiale scavato, essendo ormai la Provincia di Firenze satura dei terreni derivanti dallo scavo dei cantieri TAV, Variante di Valico, Tubone, etc.
Ingenti saranno pure le opere di consolidamento, il rumore e le polveri, con grave danno per gli abitanti residenti, già esausti dopo due anni di lavori nel centro cittadino.
Il nuovo parcheggio interrato, non più di 20 posti macchina per piano, creerà inoltre una vistosa disparità fra gli utenti del nuovo centro studi, che disporranno di parcheggio privato, e gli abitanti del centro storico che vedranno diminuire il numero attuale dei parcheggi pubblici.
Tutto ciò richiede una riflessione: è veramente necessario e realizzato nell’interesse pubblico?

Conclusioni

Dal punto di vista geologico non viene messa in discussione la fattibilità tecnica dell’intervento, seppur realizzabile con grande impatto sulle strutture adiacenti, sulla circolazione delle acque profonde, sul patrimonio storico, architettonico, archeologico e sulla vita del paese.
Gli attuali progetti di modifica urbanistica della Città di Fiesole, vista la loro progettazione e conduzione, non escludono che nuovi danni possano essere provocati anche in sede di Piano di Recupero: i cantieri in corso si svolgono infatti con grande disagio per la popolazione residente con aumento dell’inquinamento acustico, atmosferico e idrico, allagamento di cantine e negozi, etc.
Infine, ma non ultimo per importanza, si realizzerà la Sala Consiliare al posto dell’Attuale Cisternone, fatto costruire dall’ing. Pietro Carraresi due secoli fa. Tale costruzione, della valenza di Monumento Storico con funzionalità di grande serbatoio connesso alla circolazione idrica dell’acquedotto fiesolano, ha una sua esatta collocazione e dovrebbe al contrario essere tutelato e salvaguardato.
Per la normativa vigente, un intervento di recupero di tale impatto troverebbe ragione solo nel caso di un’opera pubblica di grande necessità, e non si vede allora l’esigenza di provocare gravi danni per realizzare un’opera che è in massima parte di iniziativa privata.
Ugualmente non si vede la necessità di realizzare il progetto in un’area di grande valore, dove altrimenti potrebbero essere vantaggiosamente progettati spazi verdi e percorsi archeologici di maggior richiamo turistico-ricreativo per una Città che ha così sofferto negli ultimi anni.